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Thérèse Malaussène, c'est moi!

"L'amore rende ciechi, Benjamin, l'amore deve rendere ciechi! Ha la propria luce. Abbagliante. L'amore familiare come gli altri."

Sara Curcio

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June 07

Un inverno molto piovoso

Lo squillo del citofono era il segnale.
Bisognava essere veloci, attraversare il corridoio a perdifiato, entrare nella stanza al buio e accovacciarsi sotto il letto, silenziosamente. Tecniche studiate da anni.
Ormai non facevano più nemmeno la fatica di andarla a cercare, bisognava solo aspettare.
Se da lì a breve qualcuno fosse entrato in camera e avesse acceso la luce era solo per darle il via libera.

Non lo trovava un nascondino divertente, ma necessario.
Ogni anno, da 8 anni sempre lo stesso gioco a cui lui pazientemente si prestava e puntualmente, da 8 anni, non ricevendo risposta, ripiegava sul portinaio che le avrebbe consegnato al posto suo, come ogni anno, il suo regalo di compleanno.

Le confezioni erano sempre appetibili, coloratissime e piene di fiori, eppure mai scartate.
Rimanevano intatte senza destare in lei la minima curiosità. Non faceva nemmeno la fatica di muoverle per capire cosa potessero mai contenere. Le guardava con diffidenza ritendendo molto più utile riciclarle con l'amichetta di turno al prossimo compleanno.

Quell'anno volle dargli una possibilità. La carta in cui era avvolto non era granchè, ma il regalo era voluminoso, sottile ma voluminoso. Lo posò su letto e si guardaronno a lungo, lei e il regalo, finchè non si decise. Pochi minuti dopo quello che le occupava metà letto si rivelò essere un aquilone.
Giallo, classica forma romboidale con una grande farfalla sopra. Nessuno le aveva mai regalato un aquilone, era una cosa inutile ma le piaceva l'idea di averne finalmente uno con cui giocare.

Corse in balcone, il vento soffiava leggero ed era ansiosa di veder spiccare il volo a quella gialla farfalla.
Lo lanciò, tenendo forte la cordicella tra le mani, ma l'aquilone non fece molta strada.
Rimase appeso tra il secondo e il primo piano, fissando il vuoto a testa in giù.

Il gatto, acciambellato sul davanzale della finestra, sbadigliò e riprese a dormire.
Lei guardava l'aquilone con pietà, come se la colpa fosse tutta di quel rombo giallo incapace di cogliere la corrente per volare. L'euforia del momento si spense e condannò l'aquilone alla fine che meritava: lasciata andare dalle mani la cordicella rossa per cui lo teneva, indifferente, lo guardò precipitare fino al cortile sotto casa e lì lo abbandono.

Fu un inverno molto piovoso.


December 18

Galeotto fu il Libro di Facce e chi lo scrisse, quel giorno più non vi leggemmo avante

 

Amor, ch'al cor gentil ratto s'apprende,
prese costui de la bella persona
che mi fu tolta; e 'l modo ancor m'offende.

Amor, ch'a nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer sì forte,
che, come vedi, ancor non m'abbandona

 

Melarancio: ah proprio , mi spiattelli su feisbukki?

Sara: ah no?! Io posso fare questo ed altro, ricorda! 
         Stai attento.. so dove dormi!

Melarancio: ma savvu chista!

Sara: A po chiuriri ndo cassetto e po ittari macari a chiavi!

Melarancio: Mi iettu macari iu!

Sara: Rimmi ndi unni ca mi fazzu truvari ddocu pi ghittari i sutta!!!! ... t'aiuto!

Melarancio: Sei un ammmore!

Sara: Cuore rosso

Melarancio: Mi sto innammorando.

Sara: E ancora non ti ho buttato di sotto.. pensa quando lo faccio!!! mi chiedi di sposarti come minimo!

Melarancio: Mi vestirò in- Gessato al matrimonio!

 

.... E quindi uscimmo a riveder le stelle.

 

T.

November 18

In a room with a window in the corner I found truth.

To the centre of the city where all roads meet, waiting for you,
To the depths of the ocean where all hopes sank, searching for you,
I was moving through the silence without motion, waiting for you,
In a room with a window in the corner I found truth.

In the shadowplay, acting out your own death, knowing no more,
As the assassins all grouped in four lines, dancing on the floor,
And with cold streel, odour on their bodies mad a move to connect,
But I could only stare in disbelief as the crowds all left.

I did everything, everything I wanted to,
I let them use you for their own ends,
To the centre of the city in the night, waiting for you.
To the centre of the city in the night, waiting for you.


.... non credo di essere mai riuscita a sentire per intero Permanent nei 42 km di strada che precedevano il mio arrivo casa in quelle fredde notti invernali.
Troppo stanca per poter stare sveglia.
Avere Qualcuno che guidi per te, concede il lusso di poter chiudere gli occhi già all'altezza della grande curva che ti immette nella SS114.
Giusto in tempo per ascoltare la traccia numero 4 dell'album e beatamente abbandonarti alla notte, alla macchina che procede silenziosa lungo la strada.
November 17

La Donna Col Megafono.

L'uomo col megafono parlava parlava parlava di cose importanti, purtroppo i passanti, passando distratti, a tratti soltanto sembravano ascoltare il suo monologo, ma l'uomo col megafono credeva nei propri argomenti e per questo andava avanti, ignorando i continui commenti di chi lo prendeva per matto... però il fatto è che lui... soffriva... lui soffriva... davvero
L'uomo col megafono cercava, sperava, tentava di bucare il cemento e gridava nel vento parole di avvertimento e di lotta, ma intanto la voce era rotta e la tosse allungava i silenzi, sembrava che fosse questione di pochi momenti, ma invece di nuovo la voce tornava, la voce tornava...

Compagni! Amici! Uniamo le voci! Giustizia! Progresso! Adesso! Adesso!

L'uomo e il suo megafono sembravano staccati dal mondo, lui così magro, profondo e ridicolo insieme, lo sguardo di un uomo a cui preme davvero qualcosa, e che grida un tormento reale, non per un esaurimento privato e banale, ma proprio per l'odio e l'amore, che danno colore e calore, colore e calore ma lui... soffriva... lui soffriva... davvero

Compagni! Amici! Uniamo le voci! Giustizia! Progresso! Adesso! Adesso!
 
("L'uomo col Megafono", Daniele Silvestri)         
 
 
 
 
.... forse il mio Megafono è spento
     o c'è troppo rumore intorno...
 
     o non ho gridato abbastanza forte.    
November 15

Ninna Nanna.

E chissà dove ti addormenterai stasera,
E chissà come  ascolterai questa canzone.
Forse ti sta cullando il suono di un treno,
inseguendo un ragazzo gitano con lo zaino sotto il violino
E se sei persa in qualche fredda terra straniera
ti mando una ninna nanna per sentirti più vicina.
 
 
 
Benchè due "precisi obiettivi" e  la fede nella lotta abbiano spinto te e la tua amica ad affrontare in maccchina il traffico cittadino delle undici di sera del venerdì (e dunque il relativo dramma del parcheggio), non è sempre detto un obiettivo si porti a termine.
E' anzi più probabile  che, di quei due "obiettivi" , in due, non siate state capaci di realizzarne mezzo!
 
E ciò sicuramente non è un bene. Ma nemmeno un male, se:
 
1. Torni  a casa sommariamente soddisfatta della serata e della compagnia.
2. La tua compagnia sa essere un buon "braccio destro", behchè nei momenti meno opportuni  " si accomodi"  a sinistra ma sa riprendersi magnificamente senza dare troppo nell'occhio. 
3. Incosapevolmente tu degli obiettivi li hai raggiunti, forse personali, ma è ancora presto per capire quali siano . (cit.)
4. Passi la serata al Rettorato occupato e sai che non ti capiterà molto spesso.
5. Sei indecisa se fermarti lì a dormire, avendo un "buon motivo" per farlo.
6. Alla fine decidi di tornare a casa per tanti motivi tutti molto validi  per cui non ti penti di aver declinato l'invito di "quacuno" a rimanere.
7. Tornando a casa i Modena City Ramblers ti fanno da colonna sonora.
5. Dei Modena stai ascoltando Ninna Nanna.   
 
 
Un giorno guidati da stelle sicure ci ritroveremo in qualche angolo di mondo lontano
nei bassifondi, tra i musicisti e gli sbandati
o sui sentieri dove volano le fate.
E prego qualche Dio dei viaggitori che tu abbia due soldi in tasca da spendere stasera
E qualcuno nel letto per scaldare via l'inverno
E un angelo bianco seduto vicino alla finestra.
 
 
 
 
Grazie Ann.
 
Buon Compleanno mio caro amico Rob, per i tuoi 23 anni  festeggiati nel fermento della rivolta.
 
H., sarebbe stato bello se ci fossi stato anche tu. Mi manchi.
 
T.
 
October 26

Come cerchi nell'acqua che non sanno nuotare e si infrangono.

Frantumare le distanze.
Superare resistenze
E riconoscersi per creare.
Camminare senza chiedersi perché.
Il tuo viso le mie mani sono la stessa gioia immensa
È luce invisibile da succhiare.
Camminare senza chiedersi perché.
E fermarsi un istante per considerare
che il respiro è un dettaglio che ci rende uguali

Come cerchi nell’acqua che non sanno nuotare e si infrangono.
Frantumare le distanze.
Superare le esistenze.
E riconoscersi per creare.
Camminare senza chiedersi perché .
E fermarsi un istante per considerare
che ogni istante si scioglie in quello a venire
Come cerchi nell’acqua che non sanno nuotare
e si infrangono.

(Paolo Benvegnù)

 

 

September 20

Ultimo Amore

Fresca era l'aria di giugno
e la notte sentiva l'estate arrivar
Tequila, Mariachi e Sangria
la fiesta invitava a bere e a ballar
lui curvo e curioso taceva
una storia d'amore cercava
guardava le donne degli altri
parlare e danzare

e quando la notte è ormai morta
gli uccelli sono soliti il giorno annunciar
le coppie abbracciate son prime
a lasciare la fiesta per andarsi ad amar
la pista ormai vuota restava
lui stanco e sudato aspettava
lei per scherzo girò la sua gonna
e si mise a danzar

lei aveva occhi tristi e beveva
volteggiava e rideva ma pareva soffrir
lui parlava stringeva ballava
guardava quegli occhi e provava a capir
e disse son zoppo per amore
la donna mia m'ha spezzato il cuore
lei disse il cuore del mio amore
non batterà mai più

e dopo al profumo dei fossi

lei raccolse la gonna spaziosa
e ormai persa ogni cosa
presto lo seguì

piangendo urlando e godendo
quella notte lei con lui si unì
spingendo, temendo e abbracciando quella notte
lui con lei capì
che non era avvizzito il suo cuore
e già dolce suonava il suo nome
sciolse il suo voto d'amore
e a lei si donò

poi d'estate bevendo e scherzando
una nuova stagione a lui parve venir
lui parlava inventava giocava
lei a volte ascoltava e si pareva divertir
ma giunta che era la sera
girata nel letto piangeva
pregava potere dal suo amore
riuscire a ritornar

e un giorno al profumo dei fossi
lui invano aspettò di vederla arrivar
scendeva ormai il buio e trovava
soltanto la rabbia e il silenzio di sera
la luna altre stelle pregava
che l'alba imperiosa cacciava
restava l'angoscia soltanto
e il feroce rimpianto
per non vederla ritornar

il treno è un lampo infuocato
se si guarda impazziti il convoglio venir
un momento, un pensiero affannato
e la vita è rapita senza altro soffrir
la poteron riconoscere soltanto
dagli anelli bagnati dal suo pianto
il pianto di quell'ultimo suo amore
dovuto abbandonar

lui non disse una sola parola
no, non dalla sua gola un sospiro fuggì
i gendarmi son bruschi nei modi
se da questi episodi non han da ricavar
così resto solo a ricordare
il liquore pareva mai finire
e dentro quel vetro rivide
una notte d'amor

quando dopo al profumo dei fossi
a lui parve in quegli occhi potere veder
lo stesso dolore che spezza le vene
che lascia sfiniti la sera
la luna altre stelle pregava
che l'alba imperiosa cacciava
a lui restò solo il rancore
per quel breve suo amore
che mai dimenticò
 
 
 
Questa canzone compendia da sola il romanzo di una  vita.
Ma d'altra parte cosa potrei mai aspettarmi da Vinicio?!